Radio Show Note d’Oriente – Oltre il Velo – 15/05/2013

Questa settimana ci concentreremo  su quello di cui raramente si parla, ossia di quanto sia ricca una realtà se si guarda aldilà del velo calato giù dalle continue guerre e dalle sofferenze di un popolo.

Un esempio è l’Afghanistan.  La rock band Kabul Dreams ha appena fatto uscire il suo primo album “Plastic Words” e in un’intervista di Muftah al chitarrista e vocalist Sulyman Qardash egli racconta cosa significa essere una rock band in Afghanistan. Egli racconta che è difficile per noi immaginare quanto la gioventù afghana sia energica e piena di vita e soprattutto parla del ruolo dei media nel parlare del paese, essi secondo l’artista dovrebbero concentrarsi maggiormente sugli altri aspetti dell’Afghanistan e smettere di politicizzare ogni evento.

Lo stesso pensano Laila EL-Haddad e Maggie Schmitt, autrici del libro “The Gaza Kitchen”, esso apparentemente  è solo un libro di cucina ma in realtà è un viaggio attraverso le tradizioni culinarie, e non solo,  della Palestina. Per poterlo fare le due sono entrate nelle cucine delle donne di Ghaza e hanno chiesto loro di condividere ricette di famiglia, storie e fotografie. Uno degli obiettivi principali di questo progetto era di raccontare un lato nascosto di Gaza, lato che non vediamo ogni giorno, infatti leggendo i giornali o guardando la tv ci capita a volte di dimenticareche Gaza è più di quello che ascoltiamo, ossia  una cultura ricca che possiede storie affascinanti da raccontare.

Ci sposteremo in Siria dove forse molti non immaginano che non esiste solo la musica della rivoluzione, bensì anche la musica del regime. Aldilà della vera guerra che miete vittime innocenti esiste perciò anche la guerra musicale. A guidarci attraverso questo percorso sarà il ricercatore olandese Omar Adam Sayfo, che parte dal martire della musica della rivoluzione Ibrahim Qashoosh per arrivare ai canti politici dei salafiti senza l’uso di strumenti musicali passando per l’alawita leale al regime Ali Al Deek. Secondo Sayfo ,la sfida più grande ora è proprio quella di creare una top ten siriana che possa essere accettata da tutti.

In Yemen invece c’è chi il velo lo abbassa clamorosamente, e si mette in mostra. Parleremo dell’ex presidente yemenita Saleh, che ha fatto costruire un museo dedicato a sé stesso. Situato al secondo piano della moschea Saleh, che da sola costituisce un testamento di  47 milioni di euro,  il museo ospita una collezione di cimeli che altro non sono che una pacchiana esplosione di sfarzo sfrenato. La mostra conta circa 2.000 pezzi provenienti da 81 Paesi, per lo più regalati a Saleh come doni diplomatici nei suoi 33 anni di governo.

A proposito di mettere in mostra, passeremo anche in Arabia Saudita dove la fotografa “senza paura” Manal Al Dowayan dedica la sua vita a mostrare la realtà attaverso le sue fotografie, e a svelare l’universo femminile in Arabia Saudita, e le difficoltà dell’essere donna. In questo modo essa  è riuscita a spezzare la catena di tabù e limitazioni di una tra le società più conservatrici al mondo, ottenendo così nel suo paese il riconoscimento e il successo che per tanti artisti sauditi rimane un traguardo raggiungibile solo all’estero.

Cosa c’è perciò oltre il velo? Tutto.

 

Playlist della puntata: 

Adonis – Ma Kan Mafroud

Kabul Dreams – Sadae Man

Omar Offendum – #Syria

Gene Band – Ya Waladi

Meen – Banadoura

Heba Mansouri – Soulaimy

Hayajan – Wel Loom Ramani

Maryam Saleh – Eslahat

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