Radio Show Note d’Oriente – Why So Serious? – 30/10/2013

In questa puntata di Note d’Oriente vi parleremo di film libanesi, iniziative musicali in Arabia Saudita e del difficile rapporto tra i rapper tunisini e la giustizia.

Partiremo dal Libano per parlarvi di Ghadi, un film da poco uscito nelle sale. Ghadi è il nome di un bambino che sconvolge la vita del quartiere immaginario di Mshakkal, i cui abitanti hanno tutti le loro abitudini e i loro difetti. Una favola moderna sulla società e la sua accettazione della differenza.

Per il consueto spazio di Editoriaraba, Chiara Comito ci racconterà le recenti disavventure dello scrittore egiziano Alaa al-Aswany.

Dall’Egitto ci sposteremo in Arabia Saudita per conoscere il programma radio “Laish Hip-Hop?”. Lo scopo del programma, condotto dal rapper Hassan Dennaoui, è quello di abbattere gli stereotipi e fare luce su una forma d’arte, l’hip-hop,  ancora sottovalutata e poco apprezzata in Medio Oriente.

Sempre a proposito di Medio Oriente, vi racconteremo come quest’anno la Siria abbia affrontato, più che festeggiato, la propria festa del sacrificio. Alcuni artisti siriani si sono rifiutati di festeggiare e hanno così deciso di esprimere attraverso l’arte il proprio stato d’animo.

Nella rubrica dedicata ad Osservatorio Iraq poi Anna Toro ci parlerà della recente liberazione del rapper tunisino Klay BBJ, finito in carcere per via dei temi affrontati nelle sue canzoni.

Termineremo il nostro viaggio in Marocco, più precisamente nella città di Al-Dusheira, per raccontarvi come i graffiti, oltre che un’espressione artistica,  possano diventare anche un modo per far incontrare i giovani marocchini, la società civile e il governo.

Playlist della puntata:

Akher Zapheer – Testa’i Metel El Shams

Yasmine Hamdan – Deny

Cairokee – Ethbat Makanak

Radio Tehran – Eshtebah

Mashrou’ Leila – Fasateen

Klay BBJ – Lan Yamurru! (No Pasaran!)

Souad Massi -Thighri

Hisham Fageeh – No Woman, No Drive

Radio Show Note d’Oriente – Under Pressure – 23/10/2013

In questa terza puntata di Note d’Oriente partiremo dall’Egitto e vi parleremo dell’audacia e del coraggio di Youssef Alimam che ha realizzato un documentario sulla sessualità in un paese in cui, soprattutto per i giovani, parlare di sesso costituisce ancora un grande tabù. Egli sfida i cliché della società egiziana nella speranza di spingerla a non rimanere confinata nell’ignoranza e nella rassegnazione di non poter essere padrona di se stessa.

Proprio la pressione imposta dalla società è il tema predominante dei lavori della band siriana dei Tanjaret Daghet, che significa appunto “pentola a pressione”.
Nelle loro canzoni essi si fanno portavoce di una gioventù schiacciata dal peso dell’economia, dello stato, del capitalismo e della famiglia tradizionale. Il loro accento è siriano, il genere è il rock’n roll e la loro casa ora è Beirut, città in cui si sentono liberi di fare musica ed esprimere il loro talento.

A proposito di libertà di espressione, Anna Toro di Osservatorio Iraq ci parlerà di un’opera dell’artista franco-algerino Adel Abdessemed intitolata “Printemps”. Attraverso quest’opera, esposta al museo di arte moderna del Qatar, l’artista tenta,  in maniera del tutto personale e bizzarra, di esprimere la sofferenza del popolo arabo durante le rivolte degli ultimi anni.

Per la rubrica Editoriaraba invece Chiara Comito analizzerà il difficile rapporto tra autori arabi e premio Nobel per la letteratura.

A conclusione della puntata ci sarà poi un lieto fine. Per ovviare ad ogni sorta di dolore o pressione parleremo di cibo, compagno fedele e soluzione a molti conflitti. In particolare vi racconteremo la storia di Hendy Sohela e del suo hummus, che ad Acri riesce ad unire gente di tutte le comunità, specialmente arabi ed ebrei.

Playlist della puntata:

Maii & Zeid – Mesh Moufeed

Mashrou’ Leila – Iskandar Maalouf

Armada Bizerta – Underga3

Tanjaret Daghet – Ta7t el-Daghet

Tanjaret Daghet – Tanfesseh

Maryam – Watan el-3akk

Chebb i Sabbah – Toura Toura

Soapkills – Galbi

Radio Show Note d’Oriente – Tradizione e Sperimentazione – 16/10/2013

Nella puntata di Note d’Oriente di questa settimana ci saranno un ritorno e una novità. Il ritorno riguarda la rubrica dedicata ad Editoriaraba mentre la novità riguarda l’inizio della collaborazione tra il nostro programma e il sito di informazione OsservatorioIraq.

Inizieremo il nostro viaggio in Libia, più esattamente dall’isola di Farwa, che è diventato uno spot attraente per moltissimi appassionati di windsurf e kitesurf. L’isola non ospita solo avventori stranieri ma anche alcuni libici che qui hanno addirittura fondato il primo Surfing Club del paese.

Nella rubrica dedicata ad Editoriaraba Chiara Comito ci parlerà del genere fantascientifico nella letteratura araba.

Sempre a proposito di fantascienza, andremo in Kuwait per scoprire il gay detector, un dispositivo “in via di sperimentazione” che promette di individuare gli omosessuali prima che entrino nel paese.

Dal Golfo ci sposteremo poi a Beirut per andare ad incontrare il siriano Samer Saem Eldahr e il suo progetto di musica elettronica sperimentale Hello, Psychaleppo! Sta infatti per uscire il suo secondo album “Gool L’Ah”,  una selezione di pezzi che mixano elementi classici del Tarab con composizioni ibride sperimentali e campionature.

Per lo spazio dedicato ad OsservatorioIraq invece Anna Toro ci parlerà di una querelle musicale che riguarda l’Afghanistan e ha visto protagonisti il musicista Fahrad Darya e la band death metal dei District unknown.

Termineremo la puntata in Marocco per parlare dello scandalo suscitato da una foto, postata su facebook, di due teenager che si baciano. La foto è finita sotto gli occhi della polizia che, dopo un’ attenta investigazione, ha arrestato la coppia e il loro amico che aveva scattato la foto. La risposta da parte dei giovani marocchini e delle associazioni per i diritti umani non si sono fatte attendere.

Playlist della puntata:

Mashrou’ Leila – Lil-Watan

Yasmine Hamdan – La Moch Ana

Adonis – Men Chou Btechki Beirut

Meen – Cliché

Hello, Psychaleppo! – Tarab Dub

Kabul Dreams – Sadae Man

Souad Massi – Le bien et le mal

Cairokee – Mat el-Kalam

Wa Nueid (we all can be resilient in these wearisome times)

Possiamo guardare l’alba fino a veder spegnersi le stelle

E continuiamo, e continuiamo…

Possiamo portare delle pietre su un monte

E gettarle giù

E continuiamo, e continuiamo…

Possiamo aprire gli occhi anche se ci gettano dentro la terra

Di’ loro che ci vediamo ancora

Possiamo rifiutarci di mangiarci a vicenda fino a che la gente non vedrà le nostre ossa

Di’ loro che non abbiamo fame

Possiamo scuotere la gabbia in cui siamo finché cadrà: dimmi, di che hai paura?

Possiamo resistere per rovinare i piani di coloro che combattiamo

Di’ loro che siamo ancora saldi

Potremmo planare, potremmo  volare, ma accettiamo di strisciare

Se sopportiamo l’inverno

Siamo destinati ad avere la primavera

Di’ loro che abbiamo ancora fede

Di’ loro che abbiamo ancora fede, di’ loro che siamo ancora saldi

Di’ loro che ci vediamo ancora, di’ loro che non siamo affamati

Di’ loro che siamo ancora saldi, di’ loro che non siamo affamati

Radio Show Note d’Oriente – Back to the Music – 09/10/2013

Dopo la pausa estiva torna Note d’Oriente per una nuova stagione di musica araba.

In questa prima puntata inizieremo parlando della novità musicale più importante di questa estate, ovvero l’uscita del terzo album dei Mashrou Leila, Raasuk. Aiutandoci con alcune interviste vedremo cosa ha da raccontarci la band libanese arrivata ormai al suo terzo album.

Dal Libano passiamo al Marocco per parlarvi di un progetto musicale dal titolo “Maroc Corps et Ame”. L’ideatrice è Izza Genini e il progetto vuole essere un omaggio alla memoria e vitalità della musica folklorica marocchina. Si tratta di dieci corti documentari, ciascuno incentrato su una regione differente del paese e sulla sua tradizione musicale.

Andremo a scoprire poi la fotografa yemenita Boushra Al-Mutawakil e le sue serie “Mother, Daughter & Doll” e “What if” esposte fino al 2 ottobre scorso in una sala del British Museum dedicata all’arte del mondo islamico. In queste due opere la fotografa yemenita, nella sua costante esplorazione del corpo femminile, analizza l’uso del velo e degli abiti tradizionali nella sua comunità.

Sempre a proposito del velo andremo a scoprire quello khaleeji. Il velo khaleeji, conosciuto anche come “gobba di cammello”, è caratterizzato da una protuberanza arrotondata che sporge sul retro della testa, e che dovrebbe dare l’impressione che una cascata di capelli sia stata costretta in una crocchia. Sembra una cosa piuttosto innocua ma rendere più voluminosa la parte posteriore della testa è considerato un atto degno dell’inferno. Vi spiegheremo il perché.

Rimanendo nel Golfo vi racconteremo della Hajjnet, compagnia di Dubai, che ha da poco lanciato un’applicazione “da viaggio” per smartphone, l’UmrahSalam, una guida per il musulmano che intraprende l’Umrah, il pellegrinaggio “minore”. L’idea degli sviluppatori è quella di fornire un pratico aiuto affinché l’utente possa meglio concentrarsi sull’aspetto spirituale del pellegrinaggio.

Concluderemo la puntata parlando del fenomeno dei manga algerini, conosciuti anche come “ manga DZ”, e di due giovani autrici di manga arabi, l’algerina Fella Matougui con i suoi “Ghost” e “La Révolution” e l’egiziana Deena Mohamed, creatrice di Qahera, una supereroina in hijab che combatte l’islamofobia e la misoginia.

 

Playlist della puntata:

JadaL – Ana Bkhaf Min El Commitment

Mashrou’ Leila – Wa Nueid

Hindi Zahra – Beautiful Tango

Akher Zapheer – Arba’ Sneen

Emel Mathlouthi – Ma Lkit

Tanjaret Daghet – Ta7t el-Daghet

Soapkills – Ara Salmou

Adonis – Nharak Said