Radio Show Note d’Oriente – I Am Not Here- 11/12/2013

Questa settimana Note d’Oriente parlerà delle novità del cinema marocchino, di fotografi iracheni e di commediografi palestinesi. La rubrica di Editoria Araba sarà incentrata invece sulla morte del poeta Fouad Negm, mentre Osservatorio Iraq ci parlerà dei Milagro Acustico, un gruppo siciliano che canta in arabo.

Omar Saad, un giovane musicista druso di al-Mughar, un villaggio in Galilea, ha ricevuto un anno fa la lettera di arruolamento nell’esercito israeliano. I drusi  infatti hanno l’obbligo, pena il carcere, di prestare il servizio militare, ma Omar ha avuto la “libertà” di rifiutare, e non solo; ha anche avuto il coraggio di inviare una lettera al ministro della Difesa israeliano Ehud Barak per spiegare  le sue motivazioni. Egli non ha alcuna intenzione di contribuire alla repressione di Israele contro i suoi fratelli arabi, dal momento che egli stesso ne è vittima. Lui ama la musica, e ne fa lo strumento della sua pace.

Rimarremo in Palestina per parlare del commediografo  libano-palestinese Kassem Istanbouli , che ha di recente concluso un tour europeo con il festival interculturale “Dancing on the Edge”,portando in scena la sua opera “Koum Yaba”. La particolarità del suo lavoro, che ha fatto il giro del mondo,  sta nel fatto che non è stato tradotto. Egli infatti  ama recitare in arabo per non arabi, e trasmettere delle emozioni forti anche solo grazie alla musicalità ed umanità della sua lingua.

Dal teatro palestinese al cinema marocchino per parlare del nuovo film della regista marocchina Leila Marrakchi,  uscito in Marocco e Francia lo scorso 11 settembre.  Il film è ambientato a Tangeri ed è incentrato sulla famiglia, in particolare una famiglia di donne, che come sempre si dividono tra attaccamento alla tradizione e desiderio di fuga.

Dal cinema marocchino passeremo a parlare di fotografia irachena, in particolare del fotografo curdo-iracheno Jamal Penjweny la cui serie, “Saddam is Here”, è stata esposta alla Biennale di Venezia fino a pochi giorni fa. Dentisti, macellai e perfino soldati iracheni da ogni parte del paese hanno preso parte alla sua serie  fotografica facendosi ritrarre nella loro quotidianità con la faccia coperta dalla foto dell’ex dittatore. Il suo progetto non riguarda solo Saddam, ma in generale quella cultura della dittatura che sopravvive a lungo anche dopo la sua caduta. 

 Playlist della puntata

Adonis – Stouh Adonis

Darine Hamze – Ya Habibi Ta’ala

Maryam – Nixon Baba

Jadal – I’m in Love with Wala Bint

Maii & Zeid – Neptune

Milagro Acustico – Wadaan

Hiba Mansouri – Fog el Nakhal

Cairokee – Habiby Ya Metala3 3eny

Radio Show Note d’Oriente – Controcorrente – 04/12/2013

Questa settimana Note d’Oriente si occupa di iniziative lungimiranti e artisti anticonformisti. Nel consueto spazio di OsservatorioIraq invece si parla dei graffiti egiziani della rivoluzione, divenuti scomodi per il potere.

Partiremo dalla Siria per  parlare di  due progetti coraggiosi. Il primo è “Lens Young Homsi” (Lente di  un giovane di Homs), pagina facebook di un gruppo di ragazzi siriani di vent’anni che, armati di sole macchine fotografiche e di una profonda conoscenza del territorio, ritraggono la vita quotidiana della città di Homs sotto assedio.

L’iniziativa She Wants a Bicycle Now  invece è promossa da studenti universitari della Facoltà di Ingegneria di Damasco. Un po’ per rompere gli schemi ma  anche per offrire un’ alternativa alle troppe auto, questo gruppo di giovani ha deciso di iniziare ad andare in bicicletta per la città esortando gli altri a seguirli.

Parleremo poi del giornalista Abdullah Hamidaddin, il quale ha affrontato la questione tanto dibattuta del velo in maniera del tutto inaspettata, ossia indossando quello di sua  figlia e pubblicando  la foto sul profilo facebook e twitter. La sua intenzione era quella di ricordare che l’hijab è soprattutto un’espressione di potere e che, se le donne avessero il controllo, le cose andrebbero diversamente.

Ci sposteremo poi in Egitto per parlare dei Massar Egbari, un gruppo egiziano che, attraverso i suoi testi, riflette e incarna le speranze e le disillusioni di una gioventù che lotta. Il nome della band significa “direzione obbligatoria” ed è, per i suoi componenti, un chiaro riferimento alla società in cui vivono oggi, “che obbliga le persone a comportarsi, e perfino a vestirsi, allo stesso modo”.

Per la rubrica di OsservatorioIraq rimarremo in Egitto per parlare dei graffiti della rivoluzione divenuti ormai famosi, forse anche troppo, a tal punto che una intensa campagna politica sta cercando di metterli al bando.

Concluderemo il nostro viaggio musicale in Libano per parlare di Yasmine Hamdan e del suo ulltimo  album “Ya Nass”  che lei stessa definisce intimo, sperimentale e variegato.

 

Playlist della puntata

Hindi Zahra – Fascination

Akher Zapheer – Akherto Lahen Hazeen

Emel Mathlouthi – Dima Dima

Cairokee – Helmi Ana

Massar Egbari – Mafeesh Haga

Mashrou’ Leila – Taxi

Yasmine Hamdan – Beirut

Alaa Wardi – Aicha (Cheb Khaled cover)