Figli della notte

 

In questa puntata di Note d’Oriente si parla di fotografe iraniane, artisti della luce francesi, DJ egiziani e del nuovo album dei Mashrou’ Leila “Ibn El Leil”. Per la rubrica di Editoriaraba Chiara Comito ci parlerà invece di una nuova raccolta di poesie di Mahmoud Darwish.

Playlist della puntata

Alaa Wardi – 3 – Fi Ba7ri

Radio Tehran – Tamume Chiza

Mashrou’ Leila – Marikh

Mashrou’ Leila – Maghawir

Apo & the Apostles – Fil Zaman

Rachid Taha – Ya Rayah

The Notorious B.I.G X Om Kalthoum – Party & Bullshit (Moseqar remix)

Hindi Zahra – Fascination

 

Photo credits: Kechlight

 

Radio Show Note d’Oriente – A volte ritornano – 15/01/2014

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Dopo la pausa invernale torna Note d’Oriente. In questa prima puntata del 2014 vi parleremo di  artisti siriani, campagne social in Libano e rivoluzioni a pedali in Afghanistan. Nella rubrica di Osservatorio Iraq andremo a conoscere il giovane musicista berbero N’bark Oularbi mentre Editoriaraba ci parlerà dell’incendio appiccato nella storica libreria “Al Sa’ih” di Tripoli.

Partiremo dalla Siria dove, in occasione del Natale, alcuni artisti hanno postato dei lavori sui loro social network, lavori con i quali hanno cercato di riflettere sulla tragedia che ha colpito il loro paese e di far riflettere i loro follower.

Nello spazio dedicato ad Osservatorio Iraq questa settimana si parla del giovane musicista berbero N’bark Oularbi, scomparso il 9 Gennaio 2011 dopo una lunga malattia. Poeta e artista dai molti talenti, Oularbi è stato il leader del gruppo “Saghru Band” e  l’anima della resistenza berbera.

Dal Marocco al Libano per raccontarvi della campagna di protesta #notamartyr, nata su facebook  e twitter in seguito all’assassinio, lo scorso 27 dicembre, dell’esponente dell’opposizione libanese Mohamed Chatah. Gli ideatori della campagna hanno incoraggiato le persone a postare un autoscatto di sé stessi, con in mano un semplice messaggio. Molte delle foto riguardano la questione della sicurezza. Ma ci sono anche altre questioni, tra cui la corruzione, e il settarismo, l’amore per il proprio paese e la volontà di lottare per esso, l’essere fieri di essere libanesi e di vivere in Libano.

Su due ruote ci spostiamo in Afghanistan, dove un gruppo di ragazze coraggiose ha deciso di sfidare le convenzioni e fondare una squadra femminile di ciclismo con l’obiettivo di partecipare, in un prossimo futuro, alle Olimpiadi. Un oggetto semplice come la bicicletta è diventato per queste persone strumento di educazione, salute, cultura, trasporto e a volte semplicemente un mezzo per instillare un senso di gioia e libertà.

La rubrica Editoriaraba ci porta invece a Tripoli, in Libano, dove alcuni giorni fa un gruppo di barbari ha messo a ferro e fuoco l’antica libreria “Al-Sa’ih”. Il giorno seguente la comunità locale e alcuni sostenitori dall’estero hanno avviato i lavori di ricostruzione e una campagna di raccolta fondi per aiutare padre Sarrouj, prete ortodosso che gestisce la libreria dagli anni ’70.

Concluderemo la nostra puntata presentandovi un altro cantante siriano in esilio che sta ottenendo negli ultimi tempi un grande successo in Occidente. Si tratta di Omar Souleyman, il re della techno-dabke.

 

Playlist della puntata

Soapkills – Leh Zaalen

Hindi Zahra – Set me free

Saghru Band – Awes-i Tala

Mashrou’ Leila – Lel Watan

Kabul Dreams – Shahab

Tania Saleh – Yimkin Law

Omar Souleyman – Warni Warni

Maryam – Ana Mesh Baghanny

Radio Show Note d’Oriente – Under Pressure – 23/10/2013

In questa terza puntata di Note d’Oriente partiremo dall’Egitto e vi parleremo dell’audacia e del coraggio di Youssef Alimam che ha realizzato un documentario sulla sessualità in un paese in cui, soprattutto per i giovani, parlare di sesso costituisce ancora un grande tabù. Egli sfida i cliché della società egiziana nella speranza di spingerla a non rimanere confinata nell’ignoranza e nella rassegnazione di non poter essere padrona di se stessa.

Proprio la pressione imposta dalla società è il tema predominante dei lavori della band siriana dei Tanjaret Daghet, che significa appunto “pentola a pressione”.
Nelle loro canzoni essi si fanno portavoce di una gioventù schiacciata dal peso dell’economia, dello stato, del capitalismo e della famiglia tradizionale. Il loro accento è siriano, il genere è il rock’n roll e la loro casa ora è Beirut, città in cui si sentono liberi di fare musica ed esprimere il loro talento.

A proposito di libertà di espressione, Anna Toro di Osservatorio Iraq ci parlerà di un’opera dell’artista franco-algerino Adel Abdessemed intitolata “Printemps”. Attraverso quest’opera, esposta al museo di arte moderna del Qatar, l’artista tenta,  in maniera del tutto personale e bizzarra, di esprimere la sofferenza del popolo arabo durante le rivolte degli ultimi anni.

Per la rubrica Editoriaraba invece Chiara Comito analizzerà il difficile rapporto tra autori arabi e premio Nobel per la letteratura.

A conclusione della puntata ci sarà poi un lieto fine. Per ovviare ad ogni sorta di dolore o pressione parleremo di cibo, compagno fedele e soluzione a molti conflitti. In particolare vi racconteremo la storia di Hendy Sohela e del suo hummus, che ad Acri riesce ad unire gente di tutte le comunità, specialmente arabi ed ebrei.

Playlist della puntata:

Maii & Zeid – Mesh Moufeed

Mashrou’ Leila – Iskandar Maalouf

Armada Bizerta – Underga3

Tanjaret Daghet – Ta7t el-Daghet

Tanjaret Daghet – Tanfesseh

Maryam – Watan el-3akk

Chebb i Sabbah – Toura Toura

Soapkills – Galbi

Radio Show Note d’Oriente – Tradizione e Sperimentazione – 16/10/2013

Nella puntata di Note d’Oriente di questa settimana ci saranno un ritorno e una novità. Il ritorno riguarda la rubrica dedicata ad Editoriaraba mentre la novità riguarda l’inizio della collaborazione tra il nostro programma e il sito di informazione OsservatorioIraq.

Inizieremo il nostro viaggio in Libia, più esattamente dall’isola di Farwa, che è diventato uno spot attraente per moltissimi appassionati di windsurf e kitesurf. L’isola non ospita solo avventori stranieri ma anche alcuni libici che qui hanno addirittura fondato il primo Surfing Club del paese.

Nella rubrica dedicata ad Editoriaraba Chiara Comito ci parlerà del genere fantascientifico nella letteratura araba.

Sempre a proposito di fantascienza, andremo in Kuwait per scoprire il gay detector, un dispositivo “in via di sperimentazione” che promette di individuare gli omosessuali prima che entrino nel paese.

Dal Golfo ci sposteremo poi a Beirut per andare ad incontrare il siriano Samer Saem Eldahr e il suo progetto di musica elettronica sperimentale Hello, Psychaleppo! Sta infatti per uscire il suo secondo album “Gool L’Ah”,  una selezione di pezzi che mixano elementi classici del Tarab con composizioni ibride sperimentali e campionature.

Per lo spazio dedicato ad OsservatorioIraq invece Anna Toro ci parlerà di una querelle musicale che riguarda l’Afghanistan e ha visto protagonisti il musicista Fahrad Darya e la band death metal dei District unknown.

Termineremo la puntata in Marocco per parlare dello scandalo suscitato da una foto, postata su facebook, di due teenager che si baciano. La foto è finita sotto gli occhi della polizia che, dopo un’ attenta investigazione, ha arrestato la coppia e il loro amico che aveva scattato la foto. La risposta da parte dei giovani marocchini e delle associazioni per i diritti umani non si sono fatte attendere.

Playlist della puntata:

Mashrou’ Leila – Lil-Watan

Yasmine Hamdan – La Moch Ana

Adonis – Men Chou Btechki Beirut

Meen – Cliché

Hello, Psychaleppo! – Tarab Dub

Kabul Dreams – Sadae Man

Souad Massi – Le bien et le mal

Cairokee – Mat el-Kalam

Radio Show Note d’Oriente – Ritmi del Mondo – 29/05/2013

Inizieremo la nuova puntata di Note d’Oriente parlando del film “Omar”, del regista palestinese Hany Abu-Assad, che ha ottenuto il secondo posto nella categoria “Un Certain Regard” al festival di Cannes. La storia del film è complessa, si tratta di un dramma politico intervallato da una storia di amanti stretti in una morsa, con la polizia segreta israeliana da una parte e i palestinesi armati dall’altra. Al centro della storia c’è Omar, un giovane panettiere innamorato di una giovane donna di nome Nadia il quale, a seguito delle torture subite in carcere, decide di unirsi ad un gruppo di resistenza armata.

Rimanendo in Palestina andremo a scoprire il Ramallah Contemporary Dance Festival 2013  che quest’anno ha avuto come tema la disabilità allo scopo di dimostrare che anche coloro che hanno esigenze e bisogni particolari possono danzare e muoversi liberamente.

Dalla Palestina faremo poi un salto in Libano per presentare il famoso trombettista franco-libanese Ibrahim Maalouf che il primo giugno sarà in Italia, più precisamente a Bari, per un concerto nell’ambito del festival Bari In Jazz. Maalouf vive da anni a Parigi, ma il suo pensiero è a Beirut, la città in cui è nato. Figlio del grande musicista Nassim Maalouf, il suo jazz è un tentativo di far incontrare l’Oriente e l’Occidente.

Sempre a proposito del Libano vi parleremo poi di un caso di censura cinematografica che riguarda sia il paese dei cedri che tutto il mondo arabo. Si tratta del film “L’attentato”, del regista libanese Ziad Doueiri, censurato in Libano ed oggetto di discussione perfino all’interno della Lega Araba, che ha chiesto ai 22 Paesi membri di prendere delle misure per impedire che il film venga proiettato. La motivazione ufficiale della messa all’indice del film da parte della Lega Araba è che Doueiri, cittadino libanese, ha girato il film in Israele. Il regista, accusato da più parti di essere un sostenitore di Israele, nega ogni parzialità: “Il film, non sta né dalla parte degli israeliani, né da quella dei palestinesi, anche se in fondo appoggia la causa palestinese”.

All’interno della rubrica Editoriaraba, Chiara Comito ci parlerà del libro “L’arte di dimenticare” della scrittrice algerina Ahlam Mostaghanemi, definita da molti come la scrittrice in lingua araba più letta al mondo. Il libro in questione è una sorta di manuale di sopravvivenza dedicato a tutte le donne che sono state lasciate dai propri uomini e che sono  incapaci di dimenticarli e soprattutto di e andare avanti con la propria vita.

Dal mondo arabo ci sposteremo in Italia, più precisamente alla Biennale di Venezia, dove dal 30 maggio al 24 settembre la fondazione artistica saudita Edge of Arabia sarà protagonista di un’esibizione dal titolo Rhizoma (Generazione in attesa). Il panorama artistico dell’Arabia Saudita è simile ad un rizoma, con una scena creativa emergente ed entusiasta che rimane sotterranea ma che ogni tanto fa la sua comparsa in superficie. Rimanendo nella Penisola Arabica andremo poi a conoscere l’artista emiratina Khawla Al Marri le cui opere dimostrano che c’è una differenza sostanziale tra il copiare spudoratamente l’arte e mixare le varie influenze artistiche arricchendole di un tocco tutto personale.

Concluderemo il nostro percorso musicale a Rabat dove dal 24 maggio al 1 giugno si terrà il Mawazine – Festival dei Ritmi del Mondo, un evento che ospita grandi nomi dell’industria musicale internazionale. La line-up di quest’anno include infatti Rihanna, Mika, David Guetta, Enrique Iglesias e i Deep Purple.

 

Playlist della puntata:

Emel Mathlouthi – Ma Lkit

Haya Zaatry – Manakir

Ibrahim Maalouf – Beirut

Maii & Zeid – Hasafer Baeed

Cairokee – Mat el-Kalam

Soapkills – Galbi

JadaL – Ana Bkhaf Min el-Commitment

Ines Belayouni e Sabry Mosbah – Tounsi w Khalli Yqoulou Hbel

Radio Show Note d’Oriente – Oltre il Velo – 15/05/2013

Questa settimana ci concentreremo  su quello di cui raramente si parla, ossia di quanto sia ricca una realtà se si guarda aldilà del velo calato giù dalle continue guerre e dalle sofferenze di un popolo.

Un esempio è l’Afghanistan.  La rock band Kabul Dreams ha appena fatto uscire il suo primo album “Plastic Words” e in un’intervista di Muftah al chitarrista e vocalist Sulyman Qardash egli racconta cosa significa essere una rock band in Afghanistan. Egli racconta che è difficile per noi immaginare quanto la gioventù afghana sia energica e piena di vita e soprattutto parla del ruolo dei media nel parlare del paese, essi secondo l’artista dovrebbero concentrarsi maggiormente sugli altri aspetti dell’Afghanistan e smettere di politicizzare ogni evento.

Lo stesso pensano Laila EL-Haddad e Maggie Schmitt, autrici del libro “The Gaza Kitchen”, esso apparentemente  è solo un libro di cucina ma in realtà è un viaggio attraverso le tradizioni culinarie, e non solo,  della Palestina. Per poterlo fare le due sono entrate nelle cucine delle donne di Ghaza e hanno chiesto loro di condividere ricette di famiglia, storie e fotografie. Uno degli obiettivi principali di questo progetto era di raccontare un lato nascosto di Gaza, lato che non vediamo ogni giorno, infatti leggendo i giornali o guardando la tv ci capita a volte di dimenticareche Gaza è più di quello che ascoltiamo, ossia  una cultura ricca che possiede storie affascinanti da raccontare.

Ci sposteremo in Siria dove forse molti non immaginano che non esiste solo la musica della rivoluzione, bensì anche la musica del regime. Aldilà della vera guerra che miete vittime innocenti esiste perciò anche la guerra musicale. A guidarci attraverso questo percorso sarà il ricercatore olandese Omar Adam Sayfo, che parte dal martire della musica della rivoluzione Ibrahim Qashoosh per arrivare ai canti politici dei salafiti senza l’uso di strumenti musicali passando per l’alawita leale al regime Ali Al Deek. Secondo Sayfo ,la sfida più grande ora è proprio quella di creare una top ten siriana che possa essere accettata da tutti.

In Yemen invece c’è chi il velo lo abbassa clamorosamente, e si mette in mostra. Parleremo dell’ex presidente yemenita Saleh, che ha fatto costruire un museo dedicato a sé stesso. Situato al secondo piano della moschea Saleh, che da sola costituisce un testamento di  47 milioni di euro,  il museo ospita una collezione di cimeli che altro non sono che una pacchiana esplosione di sfarzo sfrenato. La mostra conta circa 2.000 pezzi provenienti da 81 Paesi, per lo più regalati a Saleh come doni diplomatici nei suoi 33 anni di governo.

A proposito di mettere in mostra, passeremo anche in Arabia Saudita dove la fotografa “senza paura” Manal Al Dowayan dedica la sua vita a mostrare la realtà attaverso le sue fotografie, e a svelare l’universo femminile in Arabia Saudita, e le difficoltà dell’essere donna. In questo modo essa  è riuscita a spezzare la catena di tabù e limitazioni di una tra le società più conservatrici al mondo, ottenendo così nel suo paese il riconoscimento e il successo che per tanti artisti sauditi rimane un traguardo raggiungibile solo all’estero.

Cosa c’è perciò oltre il velo? Tutto.

 

Playlist della puntata: 

Adonis – Ma Kan Mafroud

Kabul Dreams – Sadae Man

Omar Offendum – #Syria

Gene Band – Ya Waladi

Meen – Banadoura

Heba Mansouri – Soulaimy

Hayajan – Wel Loom Ramani

Maryam Saleh – Eslahat